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AMIS 6 - Bersagliere - Corpo di spedizione in Crimea 1856
CANNONE
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Scultore: Stefano Borin
Pittura: Daniele Moretti

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Cenni Storici
L'intervento piemontese nella guerra di Crimea, personale ed abile mossa diplomatica di Cavour, fu organizzato nell'intento di ottenere un riconoscimento internazionale alla causa della riunificazione italiana.
Il Corpo di Spedizione, formatosi nel marzo del 1855 e comandato dallo stesso ministro della guerra Alfonso La Marmora, forte di 15.000 uomini, comprendeva cinque Battaglioni Provvisori di Bersaglieri, ben il 50% degli effettivi. La partenza per scaglioni inizia a fine Aprile dello stesso anno; gli effettivi italiani parteciparono quindi alla seconda fase della campagna di Sebastopoli e vennero schierati lungo la Cernaia a protezione della retroguardia alleata. Il 15 di agosto gli Italiani in generale, ma particolarmente i Bersaglieri, ebbero modo di dimostrare il loro valore e riscattare la memoria della disastrosa campagna del '48.
L'uniforme dei Bersaglieri in Crimea comprendeva, oltre agli effetti personali, il cappello con piumetto e fodero di incerata, la tunica da parata in panno turchino scuro, le uose in panno ed in traliccio(*) (a consumazione e da sostiture in seguito con quelle in cuoio), i pantaloni di panno e di tela, i guanti di lana turchina, cordoni (verdi) e berretto di maglia (cremisi con cordone e fiocco blu chiaro) a completamento; vennero lasciati in patria sia la giubba di fatica, sia la mantellina.
Già all'inizio di settembre le truppe fecero conoscenza con il terribile inverno russo e venne disposta la distribuzione di "oggetti straordinari" quali: coperte, cappotti, giubbe di mollettone, farsetti di flanella e quant'altro potesse servire a coprirsi.
Ai Bersaglieri vennero, in particolare, distribuiti cappotti da fanteria, vecchie coperte da usarsi anche come mantelline e mantelline di incerata.
Caratteristica è l'arma da fuoco in dotazione ai Bersaglieri: si tratta della famosa carabina fatta modificare da La Marmorae meglio nota come "schioppo", completata da baionetta a daga


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(*): il traliccio è un tessuto in cotone pesante, color turchino a righe bianche
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